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Contrattura, stiramento e strappo: riconoscere i tre infortuni al polpaccio

Sono soprattutto i runners ad andare incontro a frequenti infortuni al polpaccio: strappi, stiramenti e contratture sono le più frequenti. Una buona regola prima di qualsiasi attività fisica è effettuare un buon riscaldamento per preparare i muscoli allo sforzo; anche lo stretching è una best practice consigliabile perché garantisce elasticità e scongiura il pericolo di infortuni e lesioni muscolari. Ma tornando al polpaccio, come facciamo a capire se siamo di fronte a uno stiramento, uno strappo o una contrattura?

Proviamo a fare chiarezza.

Stiramento

Si tratta di un tipo d’infortunio molto comune tra gli sportivi, che generalmente guarisce stando a riposo per due o tre settimane. Appena realizzate di esservi fatti male, mettete subito del ghiaccio prima di recarvi dal medico che, in caso di dolore intenso, potrà consigliarvi una terapia antinfiammatoria.

Contrattura

In questo caso il muscolo si contrae involontariamente. Non vi è rottura delle fibre ma solo perdita di elasticità. I tempi di recupero variano in base all’efficacia del trattamento che si riserva a questo tipo d’infortunio. Per evitarlo, ricordate sempre che lo stretching è utilissimo anche per prevenire tali incidenti.

Strappo

Questo tipo di trauma provoca la lesione delle fibre muscolari, in caso di scatti o contrazioni repentine, ad esempio. L’entità può essere seria, o meno, a seconda delle fibre coinvolte nell’infortunio. La raccomandazione principale è quella di sospendere immediatamente l’attività sportiva che state praticando e di rivolgervi a un ortopedico che sarà in grado di valutare la gravità del trauma subito al polpaccio.

Si distinguono comunque tre gradi di lesione:

  • Lesione di primo grado: è quella sensazione continua di crampo che quindi non comporta una riduzione della funzione del muscolo.
  • Lesione di secondo grado: è quel tipo di lesione che provoca dolore, simile ad una fitta, ogni qual volta il muscolo del polpaccio è sotto sforzo.
  • Lesione di terzo grado: in questo caso il dolore è forte, non si riesce a muovere la gamba e l’infortunio è visibile perché compare un ematoma.