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17 - Nov

Strappo muscolare: ecco i 7 rimedi più comuni ed efficaci

Quando si è in presenza di una lesione al muscolo o al tendine, si può parlare di strappo. Si tratta di un problema molto comune tra gli sportivi che però si può efficacemente prevenire, grazie al riscaldamento pre allenamento. Se accade, l’importante è sapere come comportarsi.

Strappo muscolare: definizione sintomatologia

Lo strappo muscolare si verifica quando alcune fibre che compongono il muscolo si rompono in seguito ad una eccessiva sollecitazione. Questo tipo di lesione può interessare i muscoli di braccia e gambe e in particolare parti come spalla e coscia. Gli strappi muscolari, a seconda della gravità, si dividono in lesioni di primo, di secondo e di terzo grado. La sintomatologia è la seguente:

  • Dolore intenso nella zona interessata (tanto più acuto quanto maggiore è il numero di fibre muscolari lesionate);
  • Contrazione del muscolo;
  • Impossibilità a muovere la parte interessata;
  • Edema e gonfiore (soprattutto per le lesioni più gravi);
  • Ematoma (dovuto alla lesione dei capillari).

7 rimedi in caso di strappo muscolare

  1. Applicare del ghiaccio. Uno tra i rimedi più comuni, ma efficaci, per intervenire subito dopo un caso di strappo muscolare, è quello di applicare del ghiaccio sulla zona interessata.
  2. Sospendere l’attività fisica. Il riposo assoluto è importante subito dopo aver subito uno strappo muscolare. Date al muscolo il tempo di ripararsi e ricostruirsi. Sospendete lo sport, non sollevate pesi e non fate sforzi o qualsiasi altro movimento che interessi il muscolo strappato, nonostante la soglia del dolore sembra consentirlo. Lo stop deve essere di almeno 1-2 settimane per le forme lievi, 15-30 giorni per i danni di II grado e oltre per quelli di III grado.
  3. Compressione. Nel momento in cui applicate il ghiaccio effettuate un’adeguata compressione della parte, utile anche sotto forma di fasciatura.
  4. Elevazione. Se possibile, il muscolo strappato dovrebbe essere posizionato al di sopra del livello del cuore, per facilitare il ritorno venoso e ridurre l’edema. Quindi sollevate la gamba e mettete un bendaggio, non eccessivamente stretto.
  5. Palpazione e verifica funzionale. La palpazione è necessaria per controllare la gravità del danno e per escludere, per esempio, fratture o distorsioni.
  6. Assumere degli antidolorifici/antinfiammatori. Se avvertite un dolore intenso che diventa sempre più acuto con il passare delle ore, è consigliabile assumere, anche dietro consiglio medico, degli antidolorifici e degli antinfiammatori o miorilassanti.
  7. Effettuare un esame diagnostico. Serve ad identificare la gravità dello strappo. L’esame più idoneo è l’ecografia, che fornisce un dettaglio sulla vastità e sulla gravità dello strappo.
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