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05 - Feb

Periostite del podista: scopriamo cause, sintomi e possibili rimedi

I disturbi infiammatori che interessano la zona della tibia a carico del periostio, la membrana che la avvolge, sono comunemente descritti come periostite. La sindrome provoca dolore nella parte interna della gamba. Scopriamo di più su questo disturbo: ecco cause, sintomi e possibili rimedi in caso di periostite del podista.05

Le cause

Se praticate la corsa come workout abituale, è possibile che abbiate sofferto almeno una volta di periostite. Si tratta di un disturbo frequente dovuto a forti variazioni di carico sulla gamba, ragione per cui colpisce i podisti amatoriali o quelli che stanno iniziando a praticare running.

Spesso la periostite è scatenata dalla corsa praticata su superfici dure, tanto da colpire soprattutto chi corre sugli avampiedi. Ecco le cause principali che possono scatenare la periostite del podista:

  • Il sovrappeso;
  • I podisti che presentano iperpronazione o piede piatto sono facile preda di questo disturbo;
  • L’uso di scarpe non adatte;
  • I podisti principianti rappresentano la categoria più esposta dal momento che non sono adeguatamente allenati;
  • Tuttavia, anche i podisti esperti possono accusare questo disturbo, soprattutto quando si sovraccaricano le articolazioni con workout intensi a base di sprint e ripetute in salita;
  • Un’altra causa della periostite è senz’altro il terreno, le variazioni di percorso infatti, possono incidere negativamente.

Sintomi e rimedi

Generalmente capita che si avverta dolore all’inizio dell’allenamento e anche dopo la fine di ogni sessione. La periostite si manifesta con un dolore nella parte medio-alta della tibia, quindi anche agli stinchi, non sempre localizzato in un punto fisso. Ecco perché il disturbo porta il podista a cercare un appoggio in grado di ridurre la sensazione di dolore. In casi seri possono evidenziarsi gonfiore o edema e dolore nella zona del polpaccio.

Dolore e gonfiore quindi, costituiscono i sintomi tipici della periostite. I rimedi più diffusi sono ovviamente l’immediata sospensione dell’attività fisica e il riposo. Lo stop può anche prolungarsi fino a due mesi. L’intervento immediato però deve essere l’applicazione del ghiaccio. Non trascurate questo disturbo perché può portare a lesioni serie al tessuto osseo della tibia.

Per diagnosticare con certezza la patologia, va effettuato un esame specifico come la radiografia, la scintigrafia o la risonanza.

La ripresa consisterà nel ripristino della muscolatura tibiale anteriore. Andranno quindi effettuati esercizi tipo stretching ai muscoli flessori delle dita, ai tricipiti surali, ai polpacci, facendo seguire a questo l’utilizzo della pedana propriocettiva.

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