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18 - Mag

Non solo riscaldamento: il fattore psicologico nel rischio di traumi sportivi

Senza dubbio il corretto riscaldamento è uno dei fattori di prevenzione più importanti per evitare i traumi sportivi. I muscoli e i legamenti si preparano all’attività sportiva intensa, il cuore e i polmoni si adeguano allo sforzo. Tuttavia c’è un altro elemento che deve essere pronto all’attività e allo sforzo per evitare i traumi: la mente.

Un aspetto che spesso si sottovaluta del riscaldamento è proprio questo: la preparazione all’attività sportiva è anche un fatto mentale. Soprattutto quando non si è sportivi professionisti, si deve dare il tempo al cervello di riprendere dimestichezza con il coordinamento dei movimenti funzionali all’attività sportiva, di prendere le misure con lo spazio nel quale si svolge la performance, di regolare le tensioni del nostro corpo necessarie (e sufficienti) a praticare i movimenti e gli sforzi richiesti.

Perché anche il fattore psicologico può essere causa di traumi.

Quando il trauma parte dalla testa

Esistono traumi che difficilmente possono essere evitati, poiché imprevedibili. Ne esistono altri che possono essere evitati grazie a una buona preparazione atletica e da un buon riscaldamento che precede la performance. Ne esistono, infine, alcuni che sono causati dalla mancanza della sufficiente attenzione in ciò che si sta facendo, dalla insufficiente preparazione mentale o dalla paura. Approfondiamo alcune possibili cause:

  • Mancanza di focus – In molti casi, i traumi sportivi sono causati da disattenzione rispetto all’ambiente o rispetto a ciò che sta accadendo nelle immediate vicinanze dell’atleta (attenzione periferica). Praticare uno sport sovrappensiero non è bene né per le performance, né per la prevenzione dei traumi.
  • Tensione muscolare eccessiva – Seppure lo sport è un ottimo rimedio contro lo stress, livelli eccessivi di stress durante una performance sportiva possono portare al trauma. La tensione muscolare può impedire il corretto coordinamento necessario a compiere i movimenti giusti per performare i movimenti richiesti dall’attività sportiva. È importante sapere che in periodi di elevato stress o di stati d’ansia è sconsigliabile introdurre nuovi esercizi o nuove tipologie di allenamento.
  • Paura del trauma – L’esperienza del trauma sportivo è spesso un trauma essa stessa: una lesione psicologica che può portare alla fobia del dolore fisico. In questo stato, l’atleta si muove con poca sicurezza, teme il contatto fisico, assume atteggiamenti protettivi: tutte condizioni che possono portare al trauma dal quale si tenta di fuggire. In questo caso si consiglia di riprendere gradualmente confidenza con i movimenti, gli esercizi e l’attività legata allo sport.

Oltre ad aumentare i rischi di trauma sportivo, la condizione psicologica può influire anche sulla tolleranza del dolore, rendendo l’eventuale lesione ancora più traumatica.

 

 

Fonte immagine: flickr.com/photos/julie-v/

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