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02 - Dic

Stress ossidativo e antiossidanti nel ciclismo – A cura di Francesco Cagnazzo

Il ciclismo, così come l’esercizio fisico in generale, sottopone il corpo umano a stress di tipo metabolico. La richiesta energetica necessaria per svolgere performance atletiche di un certo livello incrementa il consumo di ossigeno di 10-20 volte rispetto al basale, mentre il flusso di ossigeno in un muscolo in attività può crescere di circa 100 volte.

L’aumentato consumo di ossigeno, soprattutto nelle attività di endurance come il ciclismo, viene considerato la causa principale dell’incremento della produzione di ROS (specie reattive dell’ossigeno).

Con questo nome si indica un gruppo di molecole e atomi, radicali e non, la cui struttura chimica instabile li rende particolarmente reattivi. Oltre a creare danni a livello di tessuti ed organi, i ROS, se in eccesso, provocano nel ciclista un recupero più lento, un notevole peggioramento delle performance con fatica e debolezza muscolare.

Il nostro organismo possiede un sistema di difesa costituito da antiossidanti, enzimatici (superossido dismutasi, catalasi, glutatione perossidasi) e non (vitamine A, C ed E), che ha il compito di contrastare l’azione delle specie reattive dell’ossigeno. D’altro canto, quando l’equilibrio esistente tra ROS e la loro disattivazione attraverso il sistema di difesa antiossidante viene ad inclinarsi in favore dei primi, si crea una condizione detta “stress ossidativo”.

Sebbene l’esercizio fisico sia un importante fattore in grado di influenzare lo stress ossidativo, l’effetto del danno esercizio-indotto è variabile, dipendendo da molteplici fattori quali durata, tipo, intensità dell’allenamento, ma anche e soprattutto da come tali parametri sono rapportati in base alle capacità dell’individuo.

Ad esempio, una prestazione motoria isolata del soggetto non allenato (il “ciclista della domenica”) ad intensità medio-alta potrebbe indurre un elevato stress ossidativo e significative lesioni a carico del DNA, mentre ciclisti molto allenati, pur eseguendo sforzi intensi, hanno livelli di antiossidanti significativamente più alti rispetto a soggetti poco o per niente allenati grazie a meccanismi adattativi indotti dall’esercizio fisico stesso.

Dal punto di vista nutrizionale, per ottimizzare le difese antiossidanti, è preferibile che il ciclista segua una dieta varia ed equilibrata piuttosto che ricorrere subito agli integratori. Pur non potendo trarre conclusioni definitive sull’opportunità di supplementazione esogena, anche combinata, di sostanze antiossidanti per il miglioramento prestativo degli atleti, è bene considerare che, ad oggi, moltissimi studi dimostrano la completa assenza di effetti positivi degli integratori antiossidanti sugli esiti biochimici e fisiologici dell’atleta. Addirittura alcuni studi evidenziano come tali integratori potrebbero giocare più contro che a favore, sortendo un effetto dannoso sulla performance.

L’approccio personalizzato che prevede la valutazione dei livelli di stress ossidativo aiuta a comprendere se è necessario modificare regime di allenamento, stile di vita e alimentazione del ciclista.

Riferimenti bibliografici

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