Young woman runner resting along pond

03 - Mar

Running e tecnologia: i dispositivi utili alla corsa – a cura di Katia Figini

Sport e tecnologia non sono due universi poi così distanti come può apparentemente sembrare. La tecnologia ci circonda, è parte integrante della nostra epoca e ci supporta costantemente in ogni attività quotidiana, dal lavoro al tempo libero.

Anche nella corsa la tecnologia si è ritagliata uno spazio importante vista l’eterogeneità dei supporti tecnologici e delle app digitali sempre di più in uso nella pratica del running ad ogni livello di preparazione, strumenti utili al monitoraggio dell’allenamento e a facilitarne lo svolgimento.

Possiamo tranquillamente affermare che anche il binomio running e tecnologia si è evoluto nel tempo: penso ai primi cardiofrequenzimetri e a quanto essi risultino “arcaici” se rapportati agli orologi da polso di ultima generazione presenti sul mercato.

I supporti tecnologici del runner sono strumenti che consentono all’atleta non solo di monitorare il proprio allenamento ma anche di pianificarlo e confrontarlo con performance precedenti, avendo un faro sempre acceso sulla reazione del proprio fisico allo sforzo.

Questo concetto deve essere preso in considerazione quando ci si trova a dover decidere se e a quale strumento tecnologico affidarsi per il proprio allenamento.

Come abbiamo anticipato, sul mercato sono presenti diverse tipologie di supporti tecnologici, dai più semplici in termini di tecnologia alla base (e quindi di utilizzo) ai più raffinati. Analizziamo insieme i più comuni nel running, specificando, per ognuno, quando e come possono essere utilizzati.

  • Cardiofrequenzimetro. Ci permette di misurare il battito cardiaco in tempo reale e, quindi, di monitorare la reazione del nostro sistema cardiaco all’allenamento. È un supporto tecnologico fondamentale nel running utile a capire quando è necessario modificare il tiro per ottimizzare gli sforzi. Può essere utilizzato a tutti i livelli di preparazione e lo consiglio, in particolar modo, anche ai principianti per imparare a riconoscere, attraverso il suo ausilio, le reazioni del proprio corpo allo sforzo ed allenarsi quindi in maniera più consapevole. È ovviamente importante conoscere la propria “cilindrata” per capire i battiti corretti da tenere in funzione agli obiettivi perseguiti (che siano relativi all’allenamento o alla preparazione di un determinato tipo di gara). Una volta stabiliti questi parametri sarà possibile creare diverse tipologie di allenamento, “seguendo il proprio cuore” ed ottenendo diversi adattamenti fisiologici.
  • Orologi con segnale GPS. Nei modelli più complessi sono degli orologi “intelligenti” che registrano tempi, distanze, velocità media per km, calorie bruciate e dotati ovviamente di segnale GPS, utile per rivedere, una volta collegato lo strumento ad un computer, il percorso e il dislivello effettuato. Data l’accuratezza e il dettaglio della tecnologia che ne è alla base, si tratta di dispositivi che consiglio ai runner professionisti o ad appassionati praticanti della disciplina a livelli intermedi, ma che ritengo ancora troppo lontani dagli obiettivi di chi, invece, si affaccia al mondo del running per la prima volta e porta avanti l’attività in modo amatoriale per una mera questione di benessere fisico. Il GPS è uno strumento molto valido, tuttavia è bene fare attenzione: non è consigliabile utilizzarlo in pista perché poco affidabile; o in allenamenti che richiedono scatti veloci e brevi (ad esempio 100, 200, 300 o 400 metri) poiché anche in questo caso non da un risultato immediato. Meglio invece pensare di fare 100 metri (ad esempio) in 22 secondi, ovvero 3’40” al km: questo permetterà di acquisire una maggiore consapevolezza sui ritmi. Il mio consiglio, su queste distanze, è di affidarsi al buon vecchio cronometro.
  • Bracciali sensorizzati. Creati sulla falsa riga degli orologi intelligenti, sono utili al monitoraggio dell’attività fisica e in veste di promemoria degli allenamenti. Anche in questo caso, penso che il loro utilizzo debba essere legato ad una reale passione e dedizione alla disciplina, essendo strumenti molto raffinati e costosi.

Indipendentemente dalla tipologia di supporto tecnologico scelto, ritengo fondamentale il tipo di approccio personale all’aspetto tecnologico della pratica sportiva: i dispositivi citati devono essere utilizzati in qualità di strumenti al servizio del runner e non come qualcosa senza la quale non vale la pena allenarsi. Non dobbiamo, in poche parole, sentirci “persi” se non abbiamo con noi un GPS o uno smart watch di ultima generazione.

Prima di acquistare un qualsiasi supporto tecnologico, il mio consiglio è quello di imparare ad ascoltare il proprio corpo sotto sforzo, riconoscendone limiti e potenzialità. Solo a questo punto si può procedere all’acquisto senza diventare schiavi di un oggetto al di fuori del nostro corpo.

Meglio contare sempre su se stessi ed imparare a conoscersi. Questo approccio sarà utile anche durante la gara, in quei casi in cui il nostro orologio GPS super tecnologico ci abbandonerà o perderà il segnale.

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