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10 - Feb

Running: obiettivi e fasi dell’allenamento – a cura di Katia Figini

Nel running si inizia con un obiettivo: correre per almeno 30’ di seguito. Trovo che la tecnica migliore per cominciare sia quella che molti conoscono, ovvero alternare il passo alla corsa diminuendo man mano il tempo al passo. Poco alla volta si arriverà a fare 15’ di corsa, 2’ al passo di recupero e altri 15’ di corsa. Passare alla mezzora di fila sarà semplice. Lo stesso concetto può essere applicato sui 60’.

Una volta acquisiti i 60’ di corsa sulle gambe è importante non creare il momento di “stallo” ovvero non mantenere sempre e solo lo stesso allenamento. Se il corpo non viene sottoposto a stimoli nuovi non creerà i giusti adattamenti e non ci saranno miglioramenti. Anzi, è possibile si crei la situazione opposta: un peggioramento. E’ stato rilevato che alcuni runner abitudinari sui 10km hanno iniziato ad ingrassare pur mantenendo la stessa alimentazione e le stesse abitudini. In poche parole, il corpo va “aggredito e stressato” in modi sempre diversi, solo così avremo un miglioramento.

Non siamo tutti uguali, perché dobbiamo fare le stesse cose?

Una volta raggiunti i primi obiettivi scatta la “sfida personale” e i buoni propositi: preparare una mezza maratona, una maratona. Sì, ma come? Molti si affidano a tabelle scaricate da internet. I miglioramenti ci sono ma a volte capita di sentire che si può dare di più ma non si capisce come.

Non siamo tutti uguali e non tutti abbiamo bisogno del medesimo allenamento. Tempo fa è stata presa in esame la squadra italiana di pallavolo femminile di serie A durante un ritiro. Le atlete mangiavano le stesse identiche cose e facevano due allenamenti al giorno, venivano monitorate la mattina e la sera per verificare la reazione muscolare e gli adattamenti. Ebbene due di loro hanno iniziato a peggiorare mentre le altre miglioravano. Perché? Semplicemente perché due di loro avevano bisogno di un allenamento diverso. Mettendole a riposo per due giorni, portando l’allenamento a una sola volta al giorno il corpo ha iniziato a reagire, creando nuovi adattamenti e migliorando. In questo caso il recupero è stato fondamentale! Chi avrebbe detto che per migliorare era necessario riposare?

Molti runner non professionisti vedono un calo prestativo e cercano di allenarsi di più e di “spingere” l’acceleratore sempre al massimo non rendendosi conto che il recupero è una parte importante dell’allenamento. Bene quindi allenarsi in compagnia purché chi ha una cilindrata da Ferrari vada a una velocità e chi ha una cilindrata da 600 vada per la sua strada. Non si devono tralasciare gli allenamenti lenti, fondamentali per l’aspetto aerobico. Molti fanno sempre e solo allenamenti “impiccati” ma non sempre faticare vuol dire allenarsi nel modo corretto.

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