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10 - Mar

Nuoto e dolore: un binomio possibile – a cura di Daniel Di Segni

C’è chi ama svolgere il proprio sport all’aria aperta e chi allenarsi all’interno di una piscina o in mezzo al mare. Il nuoto è sempre stata una delle discipline più amate dall’essere umano e una delle più praticate.

La storia del nuoto è fatta di momenti importanti, momenti che hanno segnato la nascita degli stili che conosciamo oggi e di tecniche di allenamento volte al miglioramento delle performance. Come per tutti gli altri sport, praticare il nuoto apporta benefici al fisico umano, di cui i principali sono:

  • aumento della resistenza respiratoria;
  • aumento di massa muscolare;
  • attività aerobica completa del corpo che entra in movimento.

In termini assoluti sono solito, nella mia professione, consigliare il nuoto come disciplina da praticare per due ragioni:

  • la resistenza dell’acqua è una valida alleata anche nei processi di riabilitazione sia neurologica ed ortopedica;
  • il nuoto è uno sport completo capace di coinvolgere sia il quadrante superiore che inferiore in maniera simultanea e incisiva.

Spesso, però, nel mio studio accolgo pazienti che hanno alle spalle una lunga storia di frequentazione di piscine e che hanno sviluppato, negli anni, problematiche da analizzare e correggere. Il dolore nel nuoto è infatti frequente.

Il dolore nel nuoto

Le caratteristiche più comuni riscontrate tra i nuotatori sono l’ipertrofia e l’aumento del tono muscolare dei dorsali (i muscoli più utilizzati per muoversi in acqua) che comportano una serie di squilibri a livello postulare.

Sebbene la struttura fisica del nuotatore possa risultare attraente, soprattutto per un pubblico femminile, l’assidua pratica di questo sport può provocare un aumento della curva lombare (iperlordosi) e una chiusura delle spalle.

L’intrarotazione delle spalle induce, a sua volta, ad una chiusura del torace generando uno squilibrio che, nel lungo periodo, può comportare problemi alla cuffia dei rotatori che rischiano di lesionarsi.

Nella metodica Mezieres, tecnica riabilitativa di correzione posturale, l’allungamento del gran dorsale favorisce un miglioramento sostanziale della condizione della colonna in toto, favorendo la riduzione delle lordosi alterate nel corpo umano.

Sulla base di queste considerazioni, possiamo facilmente screditare l’errata convinzione che il nuoto fa bene alla colonna vertebrale, poiché questo non è sempre vero. La mia preparazione anatomica e funzionale mi porta a trovarmi in disaccordo con quei professionisti che prescrivono la pratica del nuoto a chi affetto da lombalgia. In tali soggetti, infatti, la muscolatura paravertebrale è già continuamente contratta e in spasmo, una situazione che con il nuoto è portata solo a peggiorare.

Per le persone che mostrano invece un deficit della muscolatura intrinseca stabilizzatrice, ritengo il nuoto una disciplina utile in termini “correttivi”, accompagnando la pratica di questo sport con un percorso di fisioterapia individuale e personale.

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