Judo e dolore alla caviglia

30 - Set

Il dolore nel judo: infortuni alla caviglia – A cura di Daniel Di Segni

Il judo è un’arte marziale che tende a sollecitare tutte le articolazioni, determinando uno stimolo importante nel corpo dell’atleta.

Spesso capita che chi si allena sul tatami possa soffrire di problematiche riguardanti il piede e la caviglia. Ma perché succede questo?

Il tatami è fatto sì di un materiale di tipo plastico capace di attutire una caduta, ma non è altrettanto adatto a trasmettere in maniera adeguata alle strutture dell’arto inferiore le varie sollecitazioni che possono provenire dal terreno.

Facciamo un esempio per rendere l’idea: quando si deve eseguire una presa, l’appoggio che si esercita sul tallone e sulla fascia plantare serve a permettere una rapida esplosione di forza per eventualmente afferrare l’avversario ed eseguire una manovra. Chi a sua volta riceve questa presa, spesso, tende a cadere. Per rallentare il proprio atterraggio si cerca di attenuare la forza di inerzia attraverso un brusco contatto con il tappeto sottostante.

Questo contatto, a lungo andare, può determinare uno stress importante a livello della capsula articolare fino ad arrivare alla colonna vertebrale. Spesso è infatti presente, nei lottatori, una sofferenza a carico della radice nervosa del nervo sciatico.

La caviglia è la seconda articolazione più mobile dell’arto inferiore e attraverso i suoi recettori, posti a livello del piede e della capsula articolare, consente un orientamento corretto del piede indipendentemente dal tipo di attività che stiamo eseguendo.

Le problematiche più frequenti riscontrate nel judoka, e che necessitano di un attento trattamento per non evolvere in condizioni più croniche e non sempre risolvibili, sono:

  • Lesioni della capsula articolare, a causa delle continue sollecitazioni, soprattutto all’atterraggio da una presa. Questi movimenti possono rendere la capsula articolare che avvolge la caviglia inficiata, determinando infiammazioni. Inoltre, i vari stress irritativi possono facilmente evolvere in flogosi.
  • Fratture ossee, rare ma non per questo meno possibili. Una lesione al calcagno, magari causata da una brusca caduta dovuta, per esempio, ad una manovra eseguita alla fine del tatami, può determinare una frattura del calcagno stesso o dell’astragalo.
  • Distorsioni alla caviglia con relativi danni ai vari legamenti che garantiscono la stabilità della parte. Nei casi più gravi possono essere accompagnate da una frattura per avulsione del malleolo.
  • Sindrome del tibiale, ovvero un affaticamento del muscolo con dolore localizzato al di sotto del ginocchio e che si propaga fino al dorso del piede. Può essere causata da una continua sollecitazione del muscolo tibiale, responsabile della flessione dorsale del piede.
  • Fascite plantare che, benché faccia parte della zona del piede, può essere causata da un eventuale sovraccarico accompagnato da un assetto posturale alterato. Questo problema, in fase acuta, può provocare serie difficoltà anche a camminare e a correre.

I miei consigli

Cercate di eseguire sempre un buon riscaldamento muscolare, accompagnato da uno stretching corretto della muscolatura completa dell’arto inferiore.

Soffermatevi, in maniera importante, sullo scioglimento dell’articolazione della caviglia e sul successivo utilizzo di scarpe adeguate durante l’arco dell’intera giornata, per prevenire eventuali dismorfismi e sindromi dolorose che possono colpire questa importante articolazione.

 

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