running come terapia

Il running come terapia: un supporto per il benessere psico-fisico

Il running è uno sport che bene si presta a rasserenare gli animi, agendo quasi come sostituto della meditazione. È una di quelle discipline che garantisce benessere psico-fisico, contribuendo a contrastare varie patologie. In questo post vogliamo parlarvi del running come terapia.

Running e benessere psico-fisico

Il running può essere parte di un programma terapeutico? A quanto pare sì. In alcuni casi infatti l’esercizio fisico può trasformarsi in una sorta di terapia, favorendo processi di guarigione e mantenendo sotto controllo diverse problematiche.

I benefici della corsa sono quindi molteplici, sia a livello fisico che psicologico. Il running fa bene al fisico e alla mente: può infatti aiutare a curare, rallentare o prevenire alcune nevrosi o patologie neurologiche. Questo perché la corsa favorisce l’elaborazione delle situazioni problematiche, attraverso la spinta alla chiarezza e alla progettazione. Mentre si corre si verifica una stimolazione bilaterale del cervello che mette in moto emisfero destro e sinistro, integrando le polarità.

La corsa come supporto psicologico

Gli effetti benefici dell’esercizio fisico regolare sono ormai noti, tanto da essere riconosciuti come una vera e propria terapia non farmacologica o sport-terapia.

Il running interviene nel controllo dei valori di pressione arteriosa, del quadro lipidico, dei valori glicemici e della riduzione del peso corporeo nei pazienti obesi o in sovrappeso.

Migliora inoltre il tono dell’umore grazie al rilascio di endorfine.

Le numerose maratone che si svolgono in tutto il mondo rappresentano dei momenti di condivisione importanti che possono tenere a bada diversi tipi di disturbi, specie di natura psicologica: insicurezza, stress e depressione.

Le patologie in cui il running può agire come terapia integrativa

  • Diabete. Il diabete è una malattia in cui gli zuccheri nel sangue eccedono, creando danni all’organismo. La corsa è uno strumento terapeutico che consente di ridurre l’assunzione del supporto farmacologico. Occorre però controllare che la glicemia non si abbassi troppo durante o dopo il workout.
  • Ipertensione. Potete correre monitorando la frequenza cardiaca per non superarla. Quando si soffre d’ipertensione arteriosa il running può costituire una terapia di supporto indicata.
  • Cardiopatia. Capita che il cardiologo indichi nello sport e nel running in particolare un buon modo per monitorare la frequenza cardiaca e modulare l’intensità dello sforzo. Il paziente dovrà ovviamente seguire un programma ad hoc stabilito dal cardiologo, con l’aiuto del medico dello sport.
  • Sovrappeso. La corsa è nemica della sedentarietà, quindi può essere la terapia adatta per quanti combattono una patologia importante come l’obesità. Anche la dieta in questi casi contribuisce a centrare l’obiettivo e agisce quindi in sinergia. Dietologo e specialista in medicina dello sport lavoreranno a programma adeguato per non sovraccaricare muscolatura e articolazioni.
  • Depressione. Definito il male del secolo, la depressione colpisce corpo e mente. Il running può essere impiegato come terapia a supporto dei farmaci, garantendo quel picco di endorfine che agiscono sul buonumore.
  • Osteoporosi. Il calcio nelle ossa si riduce con l’avanzare dell’età. Nella donna il fenomeno è più evidente a causa della menopausa. Il running favorisce una riduzione del rischio di osteoporosi se praticata con regolarità, dai 45 anni in su.

Lo sport è quindi un importante veicolo di inclusione, integrazione e riabilitazione, perché aiuta a superare blocchi mentali che vanno ad inficiare la qualità dello stato psico-fisico. Quindi…sempre attivi!