Vita attiva terza età

18 - Mar

Deficit sensoriale: la vita attiva nella terza età allunga la vita in tutti i sensi

Con l’approssimarsi della terza età, spesso si rinuncia a praticare attività fisiche nonostante si sappia bene che la vita attiva può portare notevoli benefici fisici e psicologici (a volte anche di vitale importanza). Anche quando c’è lo stimolo giusto, le barriere da superare non sono poche.

Nella terza età, l’allenamento non deve essere solo quello sportivo. Il decadimento fisico può portare a una perdita di funzionalità di uno o più dei cinque sensi: una problematica che insidia l’anziano esponendolo a rischi d’infortunio o, più semplicemente, a una perdita di qualità della vita. Per evitare ciò, non basta poter contare su una capacità motoria discreta ma sono di fondamentale importanza anche gli strumenti per interagire con il mondo: i nostri cinque sensi.

Un recente studio condotto dalla University of Chicago Medicine e pubblicato sul Journal of the American Geriatrics Society ha evidenziato come il deficit sensoriale incida in modo significativo sugli anziani. Il 94% del campione analizzato dallo studio soffre di almeno un deficit sensoriale. Vista, udito, olfatto, gusto e tatto: a ognuno la sua importanza per conservare l’autonomia, la vita sociale e aiutare a scongiurare gli incidenti tipici della terza età.

Interrompere o rallentare il decorso dei cali di funzionalità sensoriale è difficile, per tale motivo è fondamentale continuare ad allenarli il più a lungo possibile.

La soluzione? Una vita attiva (meglio se all’aria aperta) anche nella terza età è il modo migliore per stimolare tutti i sensi e scongiurarne il deterioramento.

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