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15 - Dic

Alimentazione e sport negli anziani: analizziamo questo rapporto in 5 punti

Attività fisica e sana alimentazione sono un binomio perfetto a tutte le età, soprattutto nei soggetti anziani. Un corretto stile alimentare aiuta e controllare il peso e l’insorgenza di fastidiosi malesseri. Una vita attiva, inoltre, rallenta i normali processi di invecchiamento, migliorando il benessere generale dell’individuo. Molti ormai sono gli over 60 che praticano regolarmente uno sport o della ginnastica dolce.  Ragione per cui il tema nutrizione per questa categoria di sportivi si fa sempre più cruciale, dal momento che diverse patologie si possono prevenire e contrastare anche a tavola.

Fattori di rischio: inefficiente assorbimento di nutrienti e sedentarietà

Il rallentamento del metabolismo basale, causato dalla perdita di massa muscolare attiva, determina anche un calo del fabbisogno energetico, soprattutto dopo i 50 anni. Così pure vi è una graduale riduzione del volume degli organi. Nel caso specifico dell’assorbimento di nutrienti, è possibile che si verifichi una diminuzione in questo senso, proprio a causa delle modifiche che subisce col tempo l’apparato digerente, con il rischio che l’alimentazione negli anziani non sia più tanto efficace come in gioventù. Ecco che acqua, sali minerali, ferro, vitamine e proteine potrebbe risultare insufficienti.

A questo stato di cose potrebbe associarsi anche una situazione psicologica non al top, frequente nella terza età. Lo sport a tal proposito diventa cruciale.  L’attività fisica è l’arma migliore contro la sedentarietà. Contrastare l’invecchiamento praticando una disciplina a vostra scelta, consultando il parere di un medico, è la strategia vincente.

Scopriamo di più sul rapporto tra alimentazione e sport negli anziani, in 5 punti.

Alimentazione corretta e vita attiva grazie allo sport

  1. Alimentazione. L’alimentazione nei soggetti anziani, che praticano sport, deve contemplare un’adeguata ripartizione dei nutrienti. La razione glucidica è preferibile che si attesti intorno al 50% dell’energia totale giornaliera: assumete più carboidrati complessi rispetto a quelli semplici.
  2. Apporto proteico. Anche se praticate sport non dovete necessariamente aumentare l’apporto di proteine in quanto il vostro workout non si concentrerà sul potenziamento muscolare. Altro aspetto da non sottovalutare è il livello di calcio che, altrimenti, con un’alimentazione troppo proteica, potrebbe ridursi a causa di perdite urinarie. È buona norma alternare le proteine animali a quelle vegetali. Per quello che riguarda i lipidi dovrebbero rappresentare circa il 30% del fabbisogno giornaliero, privilegiando l’olio extravergine di oliva condimento noto per il suo contenuto bilanciato di acidi grassi mono-polinsaturi, di vitamina E di sostanze antiossidanti.
  3. Fibre. Anche le fibre costituiscono un elemento essenziale nell’alimentazione degli anziani sia per regolarizzare il transito intestinale sia per il mantenimento di una buona flora batterica.
  4. Corretta idratazione. A questo va associata una corretta idratazione: nei soggetti anziani lo stimolo della sete è spesso ridotto, ma se si pratica dello sport è necessario introdurre la giusta quantità di liquidi senza andare in riserva.
  5. Sport. L’attività fisica consente di sviluppare meccanismi biologici capaci di interagire con organi e apparati. Il movimento muscolare che lo sport attiva, infatti, accelera i battiti, il sangue scorre più velocemente, la respirazione è più profonda e frequente; vi è inoltre un consumo e una produzione di numerose altre sostanze. Un’attività fisica blanda ma costante favorisce l’incremento della longevità. Lo sport dovrebbe essere quindi parte della vita quotidiana dei soggetti anziani, qualora non vi siano particolari patologie che lo sconsiglino. È sufficiente un’attività a bassa intensità, come ad esempio camminare o correre per una mezz’ora, almeno due volte a settimana. Nei soggetti anziani che praticano sport può essere significativa la riduzione dell’insorgenza di osteoporosi, dal momento che vi è un aumento del contenuto minerale delle ossa e un rimodellamento delle strutture interne.
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